Codici «Un incidente frutto delle cattive abitudini»

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Codici
«Un incidente frutto delle cattive abitudini»

«Apprendiamo dagli organi di stampa del grave episodio di cui è stata vittima il procuratore della Repubblica, Margherita Gerunda».Lo comunica, in una nota, Codici. «L’Ufficio del Procuratore è impegnato in delicate indagini che vanno dall’acqua alle attività della criminalità organizzata – afferma Luigi Gabriele responsabile provinciale Codici – per questo ribadendo il nostro appoggio, ci auguriamo che venga immediatamente fatta luce sul gravissimo e sconcertante episodio che getta una inquietante ombra sulla vita della nostra provincia».
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Lo comunica, in una nota, Codici. «L’Ufficio del Procuratore è impegnato in delicate indagini che vanno dall’acqua alle attività della criminalità organizzata – afferma Luigi Gabriele responsabile provinciale Codici – per questo ribadendo il nostro appoggio, ci auguriamo che venga immediatamente fatta luce sul gravissimo e sconcertante episodio che getta una inquietante ombra sulla vita della nostra provincia». «È un fatto gravissimo ed estremamente preoccupante e merita tutta l’attenzione dello Stato e della questura di Frosinone chiamata ad indagare. Ora più che mai lo Stato deve far sentire la propria presenza». conclude Ivano Giacomelli segretario nazionale del Codici. «È dal 2002 che il Codacons, inascoltato, denuncia il problema e casi verificatasi in vari bar e ristoranti, avendo individuato, con una sua inchiesta, le ragioni di questi “incidenti”, che incidenti non sono». Così, afferma, invece, in una nota il Codacons in merito al caso dell’intossicazione da soda caustica di cui è rimasta vittima il procuratore di Frosinone. «Nei bar e nei ristoranti – prosegue la nota – che comprano detersivi in quantità industriali all’ingrosso e, quindi, in contenitori grandi, travasano, per comodità, queste pericolose sostanze detergenti e disinfettanti in normali bottiglie d’acqua. Questo perché, essendo piccole, sono più comode e pratiche per un uso quotidiano rispetto al recipiente originale che può contenere anche decine di Kg o litri di prodotto. In altri casi il cambio del contenitore viene fatto perché sono utilizzate pericolose miscele caserecce derivanti dall’unione di più sostanze industrialmente prodotte. Qualche volta la bottiglia si usa solo perché, essendo trasparente, consente di verificare se il prodotto sta finendo. Infine queste bottigliette velenose vengono tenute, sempre per praticità, in prossimità delle lavastoviglie e, quindi, non distanti dalle vere bottiglie di acqua. Tutte queste abitudini sono purtroppo diffusissime, ma oltre ad essere pericolosissime, sono anche illegali, anche se nessuno le sanziona. L’art. 9 della L. n. 283 del 30 aprile 1962 stabilisce, ad esempio, che “le sostanze, il cui impiego non è consentito nelle lavorazione di alimenti e bevande, non possono essere detenute nei locali stessi di lavorazione” e addirittura “in locali che siano in diretta comunicazione con questi».

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Codici «Un incidente frutto delle cattive abitudini»ultima modifica: 2009-05-18T14:19:00+02:00da luigigabriele
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