Indice rischio Usura: area del frusinate al 50%

strozzino1.jpgL’«Indice di Rischio Usura» (IRU)

 

 

 

Un ulteriore indicatore di «sofferenza» delle famiglie e delle imprese italiane è costituito dalla diffusione del fenomeno dell’usura che è solo in parte quantificabile sulla base del riscontro giudiziario delle denunce, come dimostra la differenza sostanziale tra il numero di quest’ultime e quello del numero di richieste di assistenza ed aiuto rivolte agli osservatori privilegiati, quali le Fondazioni Antiusura o le stesse associazioni di categoria.

 

Un dato su tutti: nel solo 2009, secondo il rapporto Sos-imprese, oltre 200.000 commercianti sono stati oggetto di usura, con un giro d’affari complessivo di 20 miliardi di euro, con il 40% delle cessazioni di attività commerciali, alberghi ed esercizi pubblici tra il 2004 ed il 2009 dovute a problemi finanziari, forte indebitamento e usura.

 

Tale differenza, dovuta principalmente alla ridotta propensione di famiglie e imprese a denunciare alle autorità giudiziarie i casi di usura, porta a ritenere più appropriato parlare di livello di permeabilità di un territorio e di vulnerabilità dei diversi contesti sociali ed economici rispetto al fenomeno dell’usura, piuttosto che rimanere ancorati al solo dato ufficiale relativo al numero di denunce.

 

In questa direzione, si è formulato un «Indice di Rischio Usura»,  fondato sull’analisi di quelle variabili di contesto socio-economico che si ritiene possano influenzare il grado di vulnerabilità e/o permeabilità di un territorio rispetto all’usura:

 

quadro economico: Prodotto interno lordo, disoccupati;

 

sistema bancario: protesti, sofferenze, tasso di interesse medio attivo, valore credito al consumo (banche e società finanziarie), sportelli bancari, banche cooperative e popolari, clienti home e corporate banking, comuni serviti da banche;

 

tessuto imprenditoriale: imprese individuali; imprese cessate e iscritte;

 

criminalità: reati di estorsione, reati per associazioni a delinquere.

 

I dati relativi a ciascuna variabile di contesto, desunti dalle statistiche ufficiali di fonte Ministero dell’Interno, Istat, Banca d’Italia e Camere di Commercio e riferiti al 2008, sono stati successivamente rapportati a grandezze che ne consentissero il confronto a livello provinciale, ottenendo i seguenti indicatori:

 

 

 

Variabile

Indicatore

Prodotto interno lordo

Pil pro-capite

disoccupati

tasso di disoccupazione

protesti

valore medio protesti

sofferenze

sofferenze / impieghi

tasso di interesse medio attivo

tasso di interesse medio attivo

sportelli bancari

popolazione > 18 anni / sportelli bancari

clienti home e corporate banking

popolazione > 18 anni / clienti home-corporate banking

comuni serviti da banche

comuni serviti da banche / totale comuni

banche cooperative e popolari

sportelli banche cooperative e popolari / totale sportelli bancari

Valore credito al consumo

Valore credito al consumo / numero famiglie

imprese individuali

imprese individuali / totale imprese

Imprese cessate e iscritte

rapporto imprese cessate / imprese iscritte

reati per associazioni a delinquere

reati per associazione a delinquere / totale reati

reati di estorsione

  reati di estorsione / totale reati

 

 

 

L’ Indice di Rischio Usura (IRU) è stato, infine, calcolato come combinazione lineare degli indicatori di contesto socio-economico sopra descritti, opportunamente indicizzati e con «pesi» diversi in funzione della loro correlazione con la variabile ottenuta rapportando il numero di reati di usura al totale dei reati denunciati.

 

L’Indice così ottenuto assume valori compresi tra 0 e 100 (in funzione crescente del grado di vulnerabilità del territorio), aggregati in cinque classi di rischio usura:

 

 

 

Classe di rischio usura

Valore IRU

Molto basso

0-20

Basso

20-40

Medio

40-60

Medio-Alto

60-80

Alto

80-100

 

 

 

Un’analisi del valore dell’IRU riscontrato a livello provinciale (grafico 1, tabella 1), evidenzia anzitutto come la totalità delle province con un Indice di Rischio Usura classificato come «Alto» (Valore IRU 80-100) e  «Medio-Alto» (Valore IRU 60-80) appartengono al Mezzogiorno.

 

La maggiore vulnerabilità di questo territorio rispetto al resto d’Italia trae origine dalla persistenza, a livello regionale e provinciale, di talune condizioni che si ritiene favoriscano il diffondersi del fenomeno dell’usura, tra cui: l’ elevato tasso di disoccupazione; il Pil pro-capite notevolmente inferiore rispetto alla media nazionale; la diffusione della criminalità (estorsioni, associazioni a delinquere); le crescenti difficoltà economiche di famiglie e imprese (protesti, sofferenze, cessazioni di impresa); la minore presenza di banche sul territorio (sportelli, comuni serviti) e le difficili condizioni di accesso al credito (tassi di interesse medi attivi superiori rispetto alla media nazionale).

 

Particolarmente a rischio risultano essere le province della Calabria (tutte nelle prime sei posizioni della graduatoria, con un IRU medio regionale di 97,1), della Campania (a rischio «Alto» tutte le province, ad esclusione di Napoli, con un IRU medio regionale di 88,4) e della Sicilia (quattro province a rischio «Alto», cinque province a rischio «Medio-Alto» e un IRU medio regionale di 78,2).

 

Nella categoria identificata come a rischio «Medio» (IRU 40-60, con valori compresi tra 40,6 della provincia di Perugia e 58,5 della provincia di Viterbo) si riscontra, viceversa, una netta predominanza delle province del Centro (60% del totale),  mentre costituiscono una minoranza le  province del Mezzogiorno e del Nord-Ovest (40% del totale).

 

Al ridursi ulteriore dell’IRU e della classe di rischio usura (Basso», con valori IRU 20-40), il contributo delle province appartenenti alle diverse aree geografiche cambia nuovamente, con una presenza sempre più significativa delle province del Nord-Ovest (43,3% del totale, con valori IRU compresi tra 20,1 di Como e 40 di Asti) e del Centro (36,7% del totale, con valori IRU compresi tra 22,4 di Siena e 39,2 di Massa Carrara) e la totale assenza di province del Mezzogiorno.

 

Infine, contrariamente a quanto riscontrato nella classe di rischio usura «Alto» e «Medio-Alto» dove risultano concentrate la quasi totalità delle province del Mezzogiorno, nella classe di rischio usura «Molto Basso» (valore IRU 0-20) tutte le province, ad eccezione di Firenze, appartengono al Nord Italia, con una netta prevalenza delle province del Nord-Est rispetto a quelle del Nord-Ovest (rispettivamente 64% e 32% del totale).

 

Le province di Trento e Bolzano risultano in assoluto le meno vulnerabili rispetto al fenomeno dell’usura (con un valore IRU rispettivamente di 0,0 e 5,6).

 

 

 

Grafico. 1

 

 

 

«Indice di Rischio Usura» (IRU) – Distribuzione delle province per classi di rischio usura e area geografica di appartenenza.

 

 

 


 

 

Tabella 1

 

 

 

«Indice di Rischio Usura» (IRU) – Classifica provinciale

 

 

 

Province

Indice rischio usura

Province

Indice rischio usura

Vibo Valentia

100,0

Novara

38,8

Catanzaro

99,3

Savona

37,2

Caserta

98,3

La Spezia

36,7

Reggio Calabria

97,1

Rovigo

34,4

Crotone

95,0

Ancona

34,1

Cosenza

93,9

Cuneo

33,7

Benevento

91,7

Pistoia

32,9

Agrigento

91,0

Lucca

31,4

Avellino

90,7

Torino

31,1

Enna

86,9

Genova

30,4

Foggia

84,3

Grosseto

30,1

Messina

83,4

Aosta

30,1

Salerno

83,3

Livorno

29,3

Isernia

81,8

Pavia

29,2

Matera

81,8

Ferrara

27,6

Brindisi

81,4

Gorizia

27,2

Caltanissetta

81,1

Arezzo

26,6

Potenza

78,7

Roma

26,5

Campobasso

78,1

Prato

26,4

Napoli

77,7

Udine

23,7

Lecce

76,5

Pisa

23,0

Siracusa

76,3

Siena

22,4

Trapani

73,6

Trieste

22,0

Palermo

72,3

Forlì-Cesena

21,6

Catania

71,9

Varese

20,7

Oristano

70,0

Como

20,1

Taranto

69,5

Pordenone

19,9

Nuoro

68,7

Sondrio

19,2

Ragusa

66,9

Cremona

19,1

L’Aquila

64,7

Lodi

19,0

Bari

63,7

Piacenza

17,6

Sassari

61,7

Verona

17,2

Cagliari

60,2

Lecco

16,9

Viterbo

58,5

Belluno

16,9

Pescara

57,8

Ravenna

16,7

Chieti

56,7

Venezia

16,5

Rieti

56,5

Firenze

16,3

Frosinone

55,4

Padova

16,1

Latina

54,0

Vicenza

15,7

Verbano-Cusio-Ossola

50,9

Rimini

15,3

Teramo

50,0

Milano

14,7

Ascoli Piceno

45,8

Bergamo

14,6

Macerata

45,7

Treviso

14,3

Alessandria

44,7

Mantova

12,5

Imperia

44,1

Brescia

11,6

Terni

43,0

Reggio Emilia

11,5

Pesaro Urbino

42,4

Parma

10,5

Perugia

40,6

Modena

10,2

Asti

40,0

Bologna

6,3

Vercelli

39,8

Bolzano

5,6

Biella

39,6

Trento

0,0

Massa-Carrara

39,2

Media province

45,2

 

 

 

La classifica regionale conferma la tendenza osservata a livello provinciale. Ai primi posti per IRU si collocano le regioni del Mezzogiorno: la Calabria (con un allarmante 97,1), la Campania (88,4), la Basilicata (80,2), il Molise (79,9), la Sicilia (78,2%). Le 8 regioni più esposte al rischio usura appartengono al Sud o alle Isole.

 

Al contrario, nella graduatoria regionale si segnala positivamente il Nord. La regione meno esposta al rischio usura è il Trentino Alto Adige (valore IRU 2,8), seguito da Emilia Romagna, Lombardia e Veneto (con un valore IRU rispettivamente di 15,3, 18,0 e 18,7).

 

Le regioni del Centro sono caratterizzate prevalentemente da un rischio usura «Medio»: Lazio, Marche e Umbria registrano valori IRU compresi tra 41,8 e 57,3.

 

Il Lazio, dunque, con un IRU pari a 50,2, si posiziona al nono posto fra le regioni italiane per permeabilità al fenomeno. Un livello di rischio medio che conferma le difficoltà e dunque la vulnerabilità del territorio e che non può in alcun modo essere sottovalutato, anche in considerazione della congiuntura economica negativa.

 

Fra le province del Lazio Viterbo fa registrare l’IRU più elevato (58,5); seguono, con valori molto vicini tra loro, Rieti (56,5) Frosinone (55,4) e Latina (54). L’IRU di queste quattro province risulta superiore a quello medio delle province italiane (45,2).

 

Roma si distacca invece nettamente dalle altre province laziali risultando decisamente meno esposta al rischio usura: è l’unica ad ottenere un IRU basso anziché medio: 26,5. Ciò conferma come la Capitale rappresenti, soprattutto dal punto di vista economico, una realtà a se stante nel contesto della regione, con caratteristiche peculiari rispetto a quelle delle altre province del Lazio.


 

 

Tabella. 2

 

 

 

«Indice di Rischio Usura» (IRU) – Classifica regionale

 

 

 

Regione

Indice rischio usura

Calabria

97,1

Campania

88,4

Basilicata

80,2

Molise

79,9

Sicilia

78,2

Puglia

75,1

Sardegna

65,2

Abruzzo

57,3

Lazio

50,2

Marche

42,0

Umbria

41,8

Piemonte

39,8

Liguria

37,1

Valle d’Aosta

30,1

Toscana

27,8

Friuli Venezia Giulia

23,2

Veneto

18,7

Lombardia

18,0

Emilia Romagna

15,3

Trentino Alto Adige

2,8

 

 Se hai bisogno di aiuto o vuoi denunciare:

SPORTELLO SORA (Fr)
Lunedì: 11:00-13:00 e 15:15:17:15; martedì: 10:00-13:00; giovedì: 11:00-13:00 e 15:15-17:15 (consulenza legale); venerdì: 11:00-13:00
E- mail: sportello.sora@codici.org; telefono: 0776/828315 . Corso Volsci, 1 presso la sede comunale di Palazzo Venezia.
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Lunedì 9.00 – 14.00; martedì 15.00 – 17.00 Consulenza Legale; mercoledì 9.00 – 14.00; giovedì 9.00 – 13.30.
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Indice rischio Usura: area del frusinate al 50%ultima modifica: 2011-12-14T18:15:38+01:00da luigigabriele
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